lunedì 13 marzo 2017

La Costituzione italiana, il 'Diritto alla Casa' e la 'Disobbedienza Civile' come forma di lotta politica.

 

 

Difendiamo la Costituzione italiana, visto che da questa derivano tutti i diritti dei residenti

 ( volutamente evito le definizioni 'Cittadino' o 'Popolo' troppo inflazionate, hanno perduto significato ).


Che questi siano alla 'salute', ad una vita 'dignitosa' che ci sia lavoro o meno od ad avere un'abitazione poco importa, sempre di Costituzione si parla.   

Tesina di Diritto costituzionale? No, voglio raccontarvi un'altra storia.

Vi narro i motivi per i quali, nonostante tutti i miei coetanei ed attivisti per il 'Diritto alla Casa' di Monfalcone si siano arresi continuo in quella che può apparire superficialmente un'ottusa cocciutaggine priva di soluzione pratica.

 La prima è la coerenza con quant'ho iniziato. Non voglio apparire come uno dei tanti che inizia una lotta e poi la abbandona.

La seconda è che nel correre del tempo, attraverso le mille esperienze che ho avuto ho imparato la parte giuridico-legale che nemmeno gli avvocati sembrano conoscere. E questo durante l'ultimo decennio che vista la mancanza di risultati, sentenze a mio favore, ho iniziato a documentarmi e fare ricerche. Il risultato è che i percorsi legali per riuscire a dipanare il contenzioso riguardo gli 'immobili pubblici' occupati senza titolo esiste ma nessuno l'applica pienamente. 

Il motivo me lo sono spiegato prendendo ad esempio un'altro episodio dove la Magistratura ha interferito con la Politica, il decennio di 'Mani Pulite'. 

Tali indagini non sarebbero mai iniziate, giunte ad un processo pubblico, se non fosse cambiato l'assetto politico internazionale. Si ricorda che il 'muro di berlino' è 'caduto' nell' 1989 e che poco dopo, più o meno nel 1994 è iniziata la 'tirata giudiziaria'che ha portato lo Stato italiano ad un'indirizzo liberale più o meno puro ( scomparsa della Dc e formazione del Pdl e Lega come li consociamo ).

E' evvidente un'ingerenza tra la neccessità di stabilità dello Stato e la Magistratura che non ne è, come pretende la Costituzione, autonoma ed indipendente.

Tornando al 'Diritto alla Casa' tutti i Magistrati coinvolti hanno il 'cappio al collo' e non possono agire liberamente per i Doveri del proprio ufficio visto che i loro superiori rendono conto alla politica direttamente o meno.

Sono favorevole al Principio di Legalità presso i Tribunali per questo motivo. Sebbene persone prive di carattere sia presso la Magistratura che della Procura, che cedono per fare carriera o per tranquillità personale poco importa, ma si trovino nella condizione di applicare la Legge nei miei confronti. Questo è uno dei motivi per cui non desisto, non accetto che persone del genere si troviano a svolgere le mansioni che occupano.

Dare una risposta giuridico - lagale attraverso le procedure processuali sarebbe un'ingerenza nei confronti dello Stato, al pari di 'Mani Pulite'. Andrebbe a modificare sostanzialmente l'equlibrio tra la popolazione                ( Diritto costituzionale ) e lo Stato liberale attuale che vuole privare di ogni tutela i sudditi.

 

 

 

 

Ecco dov'è il punto sostanziale ed il motivo per cui poco cambia nonostante tutti i miei sforzi e le proteste di coloro che mi hanno preceduto in tutt'Italia.



 

  Infatti come si voleva dimostrare il punto delle 'case pubbliche vuote' rimane irrisolto mentre mi viene attribuito un comportamento 'deliquenziale' ed i casi ormai radi vengono riassorbiti dal 'sistema'.

 

 

 

Mi rimane solamente la via della Disobbedienza Civile, disattendere la Legge ingiusta, paventando in sede politica e Giudiziaria il Reato Politico, compressione dei Diritti costituzionali e continuare ad insistere nel mio cammino che è ancora lungo.

 

 

  Gilberto Mattei


   Monfalcone 13\08\2017



 

 

 

 

 

 

 

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